I figli hanno il diritto al rispetto dei loro tempi.
I figli hanno bisogno di tempo per elaborare la separazione, per comprendere la nuova situazione, per adattarsi a vivere nel diverso equilibrio familiare. Hanno bisogno di tempo per abituarsi ai cambiamenti, per accettare i nuovi fratelli, i nuovi partner e le loro famiglie.
Hanno il diritto di essere rassicurati rispetto alla paura di perdere l’affetto di uno o di entrambi i genitori, o di essere posti in secondo piano rispetto ai nuovi legami dei genitori.
La decisione della separazione è una scelta invasiva, importante, spesso irreversibile, ed è sempre un momento molto delicato; ho visto uomini e donne che nella loro vita conoscono benissimo l’importanza del tempo, sono abituati a decidere e a scegliere il momento migliore per compiere una scelta, perdersi e sciogliersi invece sul come e quando comunicare ai figli la decisone presa di separarsi.
Comunicare che la vita non sarà più quella di prima e che da ora in avanti i tempi che i figli trascorreranno con ciascun genitore o che ciascun genitore trascorrerà con i propri figli non sarà più scandito dal piacere o dalla voglia o dal desiderio, ma sarà scandito dal “calendario”.
E’ un passaggio molto delicato, si mischiano sensi di colpa da parte dei genitori, di inadeguatezza, paura di ferire, unito alla paura di non farcela o di aver preso la decisone sbagliata.
Dopo il tempo necessario per ‘digerire’ la crisi della coppia, ora è fondamentale dare ai figli i loro tempi per comprendere e realizzare cosa sta succedendo intorno a loro.
Occorre trovare il modo e il momento migliore per parlargliene.
Rispettare il tempo dei figli significa dare a loro un segnale di coerenza tra il detto e il fatto, tra ciò che si dice e ciò che si sta vivendo in famiglia, perché è importante che percepiscano che a loro viene detta la verità.

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